Saluti, ringraziamenti e considerazioni

Cari Susanna e Alberto,
alla conclusione della mia esperienza sul Cammino di Oropa volevo esprimervi la mia gratitudine sia per la squisita ospitalità e per aver concepito e realizzato questo progetto.

Alla conclusione della mia esperienza sul Cammino di Oropa volevo esprimere la mia gratitudine sia per la squisita ospitalità e per aver concepito e realizzato questo progetto.

Percorrere le quattro tappe ha avuto per me un "sapore" speciale, perché ho avuto modo di conoscere un pochino "chi c'è dietro" a ogni scelta di sentiero e di passaggio. 🙏🙏🙏
Sulla prima tappa ho poco da dire, se non che ho apprezzato (già in passato, avendola percorsa due volte nel senso "giusto") l'impegno nell'evitare l'asfalto il più possibile.
Nella seconda tappa sono stato stupito da effetti speciali: i sentieri sulla Serra sul versante Biellese non li avevo mai percorsi e sono stati per me una fonte di goduria intensa, perché ho potuto fare nodic walking come Dio comanda in molti tratti. In particolare quello nei castagneti prima di Torrazzo l'ho trovato sublime per la conformazione del bosco in cui passa.
Idem nella terza tappa, il pezzo da Sala al laghetto Cossavella è speciale. Ho altresì apprezzato molto l'alternanza tra sentieri stretti, carrarecce e asfalto "gentile". E non so dire quante volte ho pensato "ma guarda che genialata questo passaggio!". Chissà quante ore avrete dedicato a scegliere il giusto mix... 👏
E la quarta tappa, consentitemi di essere ruffiano, è perfetta. Nonostante il temporalone della notte precedente ho voluto percorrere il sentiero D1, perché ero troppo curioso. Curiosità che è stata ripagata alla grande da viste bellissime, casolari "toccanti" per la Storia minore che raccontano e per quella spruzzata di adrenalina sulle pietre scivolose che mi hanno richiesto rispetto e attenzione costanti. Una totalizzante "walking meditation" in certi punti. 😁
E, ciliegina sulla torta, mi sono sentito tanto "bravo" (e l'ho fatto con molto piacere) perché mi sono fermato a tirar via rami, sistemare pietre nei guadi, tentare di sanare con tronchi sul fango il percorso di attraversamento del pantano a monte del casolare con i due archi... Per la cronaca, in tutti i ruscelli il livello era contenuto ne non ho avuto alcuna difficoltà negli attraversamenti.
Avevo a piano il sogno di scendere a Biella lungo la strada della tramvia fino a Favaro e poi il D1, ma sono arrivato fuori tempo massimo e sono sceso poi con il bus. Alle 18.30, grazie alle coincidenze perfette dei treni, ero a casa.
Grazie ancora di tutto e, a Dio piacendo, a ritrovarci presto!
Con affetto e riconoscenza,

Piermario

19 luglio 2020

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